L’Azione Cattolica diocesana si stringe al dolore della comunità diocesana per la scomparsa del carissimo padre Gianni Zavattieri.
Dal 2005 al 2017 P. Gianni è stato nostro assistente, al fianco delle presidenti Anna Cubisino, Rosetta Albergamo e Margherita Marchese, sempre presente, acuto, lungimirante, paterno.
La sua guida forte e sicura mancherà all’intera Chiesa calatina.
Il Signore ricompensi la passione pastorale, la fedeltà alla vocazione presbiterale, la paternità spirituale che hanno contraddistinto la sua vita e il suo agire, e lo accolga nel suo abbraccio e nella sua pace.
Dal ricordo di don Salvatore De Pasquale
“È nato il 13 maggio del 1941 da Salvatore e Teresa Roccuzzo.
Originario della parrocchia San Giacomo di Caltagirone, sin dagli anni del seminario si è dimostrato un giovane seminarista di raffinata intelligenza e notevole avidità culturale.
Ordinato sacerdote da Mons. Carmelo Canzonieri il 31 luglio 1965, manifesta da subito una notevole capacità nell’instaurare relazioni significative con persone di ogni estrazione.
Il 21 giugno del 1966 consegue la licenza in Teologia alla Pontificia Università Lateranense e nel mese di ottobre dello stesso anno viene nominato vice rettore e insegnante di lettere nel liceo del seminario, servizio che svolge fino al 1968, anno in cui si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi dal titolo “Filosofia e sapienza cristiana nella riflessione di Mario Sturzo”, successivamente pubblicata nel 1988. A Milano accetta l’incarico di insegnante di religione nel Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” e partecipa attivamente alla vita pastorale, culturale e sociale, animando l’attività formativa del gruppo giovanile della parrocchia del Preziosissimo Sangue.
Rientra definitivamente in diocesi nel 1984, dove nel tempo ricopre vari servizi ministeriali a partire dalla nomina di Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano e per l’Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole pubbliche. Quindi insegnante di religione presso l’Istituto Tecnico per Geometri di Caltagirone e docente di Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Innocenzo Marcinò” della nostra diocesi, aggregato alla Facoltà Teologia dell’Università della Santa Croce di Roma, di cui, qualche anno dopo, ne diverrà responsabile. Nel contempo riprende la pubblicazione del periodico diocesano “Vita”.
Il 29 giugno del 1996 è nominato Prevosto Parroco della Cattedrale San Giuliano ove opera fino al 1998.
L’8 settembre del 1998 è nominato vicario episcopale per la pastorale della cultura e rettore della chiesa del Collegio in Caltagirone fino al 2012.
Dal 25 novembre del 2000 assistente ecclesiastico del Convegno Maria Cristina di Savoia e negli anni anche dell’Istituto Secolare Opera della Regalità.
Dal 30 marzo 2005 al 2015 Assistente unitario dell’Azione Cattolica Diocesana.
Dal 1 settembre 2011 al 2014 padre spirituale nel seminario diocesano.
Dal 19 settembre 2012 al 30 aprile del 2022 Vicario Generale e moderatore della Curia Vescovile, nel 2014 Direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali e dal 2016 al 2018 anche Coordinatore della Pastorale Diocesana.
Dal 2 marzo del 2018 al 2023 nuovamente Direttore dell’Ufficio Scuola per l’insegnamento della religione e per la Pastorale Scolastica.
In tutti questi anni per diversi mandati membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori.
In sintesi possiamo dire che padre Gianni è stato un punto di riferimento fondamentale per la nostra diocesi. La sua presenza ha lasciato un’impronta di saggezza e lungimiranza. La sua levatura intellettuale, unita alla sua capacità di ascolto, ha fatto di lui una figura di notevole autorevolezza illuminata dall’intelligenza della fede.
A lui il grazie di tutto il presbiterio e della comunità ecclesiale diocesana.
Mons. Vincenzo Manzella ha comunicato che, trovandosi in questi giorni in Terra Santa, si unisce spiritualmente alla celebrazione eucaristica in suffragio di padre Gianni. Altresì Mons. Vittorio Mondello, addolorato per la notizia appresa, si unisce alla preghiera della Chiesa Calatina.”
Giacomo Belvedere scrive nel suo elogio:
“Mi è stato chiesto di tracciare un breve profilo di don Gianni Zavattieri, padre Gianni per tutti. Spero di essere riuscito a trovare le parole che lui avrebbe voluto fossero dette.
«Fides quaerit, intellectus invenit» (De Trinitate, 15, 2.2). La fede cerca, l’intelletto trova. Così Sant’Agostino. Gli fa eco Sant’Anselmo d’Aosta: «Fides quaerens intellectum». La fede cerca l’intelletto. In queste celeberrime espressioni sta la cifra ideale del percorso ecclesiale, culturale e umano, di padre Gianni Zavattieri, il fil rouge che lega assieme le molteplici attività che lo hanno visto protagonista della vita diocesana e non solo.
La traduzione italiana non rende appieno la pregnanza del testo originale latino: quaero, infatti, significa cercare, ma anche domandare, inquietare, interrogare. E intellectus vuol dire intelletto, ma nel senso profondo di intus legere, saper leggere dentro.
È il ribaltamento della concezione che solitamente si ha della fede come il formulario delle risposte facili, pronte all’uso, la panacea che risolve tutti i mali.
La fede non dà risposte, pone invece domande; interroga la ragione. È la ragione che deve trovare le risposte, sempre provvisorie e limitate, certo. E a quel punto la fede la interroga nuovamente, alzando però l’asticella, provocandola ad andare oltre, perché non si appiattisca sull’hinc et nunc, sul qui e ora, rinunciando a cercare l’Infinito.
Tutto il ministero sacerdotale di padre Gianni è stato segnato dall’ansia pastorale di far uscire la Chiesa dalle sagrestie, cogliendo le sfide della modernità, senza arroccarsi su posizioni di retroguardia. Il Vangelo e il giornale, che non mancava mai di comprare la mattina. Perché era convinto, con Sant’Agostino, che «fides, si non cogitetur, nulla est», che la fede, se non è pensata, non è niente e che la capacità di pensare la fede «ex Deo est», è il regalo straordinario che ci viene da Dio (De predestinatione sanctorum, II, 5). Non sono dunque le scorciatoie del fideismo a buon mercato a farci incontrare la Verità.
Appaiono scritte per lui le parole dell’antifona della messa di venerdì 21 febbraio, memoria di San Pier Damiani, giorno in cui ha reso lo spirito a Dio: «In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca, il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza; gli ha fatto indossare una veste di gloria» (cfr. Sir 15, 5).
Aveva le idee chiare padre Gianni, sin dalla scelta di non restare confinato in un percorso universitario solo teologico, laureandosi anche in Lettere all’Università Cattolica di Milano, con una tesi sul neo-sintetismo di mons. Mario Sturzo, il vescovo di Piazza Armerina, che era persuaso che la teologia potesse rinnovarsi, a patto che interrogasse e si lasciasse interrogare dalla filosofia contemporanea, crociana in particolare. Una scommessa pionieristica, che non fu capita, e il vescovo Sturzo fu costretto al silenzio. Ma in fondo Mario Sturzo era nel solco di una tradizione millenaria, che aveva visto i Padri della Chiesa e la Scolastica misurarsi con Platone e Aristotele.
Fedele all’insegnamento di Mario Sturzo, padre Gianni, ha avuto il coraggio di scommettersi sulle vie della nuova evangelizzazione, usando gli strumenti della comunicazione sociale, con il giornale “Vita”, che si riallacciava alla testata di mons. Nicotra, e che è stato un tentativo di uscire fuori dalle strettoie del bollettino parrocchiale, o cercando, con la fondazione della “Zeno Saltini”, di incarnare la pastorale degli ultimi in forme più adeguate ai tempi, nel solco del cattolicesimo sociale, che proprio a Caltagirone ha avuto in don Luigi Sturzo un esempio illustre.
È stato una guida e un maestro per chi ha avuto la fortuna di incontrarlo: ci ha insegnato a non aver paura del dialogo e a saper riconoscere i semina Verbi, i semi della Parola, nella pluralità delle sensibilità e delle culture: come docente di Religione negli istituti superiori, a Milano, prima, e poi a Caltagirone; Direttore dell’Ufficio catechistico, dell’Ufficio Scuola, e dell’Istituto di Scienze religiose “Innocenzo Marcinò”, palestra in cui si sono formate schiere di futuri docenti, catechisti, operatori pastorali. Con un percorso di studi serio e rigoroso, perché una fede adulta non fa sconti. Assistente ecclesiastico del Convegno Maria Cristina di Savoia e Assistente unitario dell’Azione cattolica diocesana, ha sempre spronato i laici a non smarrire il senso della propria laicità, un patrimonio prezioso per tutta la comunità ecclesiale.
Certo non sempre il suo è stato un percorso senza ostacoli o incomprensioni, soprattutto da parte di chi avrebbe preferito un approccio pastorale più “tradizionale”. Lui lo aveva messo in conto. È il rischio di chi percorre strade inedite.
Negli ultimi anni, a volte, lo coglieva la malinconia, nel vedere il rigurgito del tradizionalismo preconciliare, ma non ha mai perso la speranza che il futuro fosse della Chiesa della Maddalena, che si volta avanti, verso il Risorto, e non della Chiesa della moglie di Lot, che si volta indietro, nostalgica di ritualismi, pizzi e merletti del tempo che fu.
Un’amica mi ha detto in questi giorni: “se ne è andato un altro pezzo della nostra storia”. “Spero invece che non vada via e che resti”, le ho risposto. “E che la sua voce libera, il suo esempio e insegnamento, non si perdano e continuino a provocarci ancora”.
Grazie, padre Gianni. Ora che la tua intelligenza è davanti alla Domanda Prima e Ultima, all’Alfa e all’Omega di Tutto, all’«Amor che move il sole e l’altre stelle», veglia su di noi, su questa tua amata Chiesa Calatina, perché non cessi mai di farsi inquietare dalla Fede. Amen.”