Nota del Consiglio Diocesano di AC della Diocesi di Messina

Condividiamo la nota del Consiglio diocesano dell’Azione Cattolica di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, a nome dell’intera Associazione, in merito alla tragica morte di Sara Campanella, facendo nostro il contenuto e il messaggio trasmesso:

Sara, il tuo nome rimbomba nella mente. Il cuore pulsa rabbia, tristezza, impotenza eppure mancano le parole per dire tutto questo. Ogni parola sembra perdere la sua forza generativa dinanzi al dolore per una giovane vita strappata alle cinque del pomeriggio, sulle nostre strade, alla fermata dell’autobus dove ogni giorno sostano numerose persone.

Sara, nel tuo nome sono racchiuse le lettere che compongono milioni di altri nomi di ragazze, donne, figlie, madri le cui vite sono state ferite, straziate, dilaniate da chi continua a credere che l’amore abbia a che fare con il possesso, con il controllo e la sopraffazione; di chi continua ad affermare la propria virilità come mezzo violento di affermazione e distruzione. È responsabilità di tutti, se vogliamo vivere una vita buona insieme agli altri, reimparare la grammatica della relazionalità, ricucendo alle parole dell’amore e della libertà, dire con forza che la violenza che vorrebbe ridurre l’altro ad un oggetto nelle nostre mani ha solo la maschera dell’amore ma non la sua essenza, ribadire nuovamente la sacralità di ogni vita umana. Il ricorso alla violenza dell’appropriazione è sempre una profanazione dell’amore bello, pieno e libero.

Sara, i tuoi sogni sono anche i nostri, la freschezza della tua giovinezza è anche la nostra, la voglia di progettare il futuro e di costruire con passione è la nostra, così come il desiderio profondo di amare ed essere amati. Sogniamo la gentilezza e la tenerezza, l’educazione e il rispetto, la sensibilità e l’empatia, il confronto pacifico e la comprensione reciproca. Sogniamo un amore che dona sé perché l’altro abbia la vita e una vita piena, bella e accogliente come, certamente, ad un certo punto avrebbe dovuto essere la tua.”

La violenza lascia sempre senza fiato; l’efferatezza di un gesto non può passare mai inosservata anzi sente il bisogno di trovare parole, di essere raccontata, di essere guardata negli occhi perché non si consumi e si ricrei, si voglia fermare. Tuttavia, se non vogliamo banalizzarla la parola “banalità”, perché nessuna violenza è mai banale, siamo chiamati a lavorare perché questa storia non si ripeta. È un’urgenza educativa per ciascuno di noi perché l’educazione è l’unico antidoto possibile alla cultura della prevaricazione e di un virilismo distorto che non smette di affermarsi. Una educazione alla reciprocità, alla relazionalità di equilibrio, alla parità di genere dovrebbe essere prioritaria sia in termini teorici, sia in azioni pratiche del quotidiano.

Interroghiamoci, dunque, sull’apporto che ciascuno di noi dà al miglioramento di certi costrutti culturali; non pensiamo di essere arrivati ad un traguardo perché la morte di Sara ci ammonisce, nessuno escluso.

L’Azione Cattolica diocesana si fa vicina ai genitori e ai parenti tutti della giovane Sara, rinnovando il suo impegno educativo nella promozione di atteggiamenti dialoganti che ostacolino il diffondersi di episodi di violenza di genere, negli ambiti e nei contesti in cui viviamo.

Il Consiglio Diocesano di Azione Cattolica diocesi di Messina -Lipari-S. Lucia del Mela